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Cos’è il disturbo ansioso depressivo? Sintomi e trattamento

ragazza mano occhi depressa

L’ansia non esclude la depressione e viceversa: può succedere quando hai la sindrome ansioso depressiva, una condizione in cui coesistono i sintomi di entrambe le patologie.

Sei triste e agitato? Oppure irrequieto e al tempo stesso molto preoccupato? Se il tuo umore sta manifestando sintomi apparentemente in contraddizione tra loro, la causa potrebbe essere legata ad una possibile sindrome ansioso depressiva. Si tratta di una condizione molto difficile da diagnosticare, sia per limiti oggettivi di misurazione, sia perché le due patologie possono essere associate in svariate modalità. Morale della favola: soltanto uno specialista bravo saprà individuare un eventuale disturbo ansioso depressivo.

Ansia e depressione, quindi, possono andare a braccetto. Esistono diversi filoni di pensiero su questo argomento: qualcuno pensa che l’una sia la diretta conseguenza dell’altra, qualcun’altro che le due patologie coesistano in maniera indipendente, ma c’è un’altra corrente di pensiero che ritiene la depressione come lo stadio successivo dei sintomi ansiosi. 

Ad ogni modo, la sindrome ansioso depressiva è una condizione sempre più diffusa e le ragioni sono molteplici, a partire dall’aspetto sociale. In particolare, i ritmi frenetici, le aspirazioni individuali, la competitività tra le persone e tutti gli altri dogmi di una società fedele al motto del “chi si ferma è perduto” tendono a creare disagio psicologico e importanti ripercussioni sull’umore. Alterazioni, spesso, che risultano invalidanti fino a compromettere la quotidianità di chi ne soffre.

uomo mani volto depresso

Il disturbo ansioso depressivo è una condizione in cui si manifestano contemporaneamente i sintomi di ansia e depressione.

Disturbo ansioso depressivo: quali sono i sintomi?

Si parla di sindrome ansioso depressiva quando si manifestano contemporaneamente almeno quattro sintomi riconducibili ad ansia e depressione, tra cui:

  • profonda tristezza;
  • forte agitazione;
  • disturbi del sonno;
  • stanchezza perenne;
  • irritabilità;
  • pessimismo cronico;
  • difficoltà di concentrazione;
  • umore disforico.

Quando la sintomatologia non rientra nella diagnosi delle singole patologie e non è associata all’assunzione di farmaci, si può parlare di disturbo ansioso depressivo. Proprio come ansia e depressione, può essere più o meno grave e presenta diversi trattamenti – in base alla singola condizione del paziente – riassumibili soprattutto in due categorie: terapia psicologica e terapia farmacologica.

La psicoterapia

È un approccio basato sulla condivisione degli stati d’animo basato sul dialogo tra paziente e psicologo. Infatti, il terapeuta – mediante il colloquio – indaga sulle origini del malessere emotivo della persona orientandolo successivamente verso la guarigione

La terapia farmacologica

È rappresentata prevalentemente dalla prescrizione medica di antidepressivi e ansiolitici, in particolare delle benzodiazepine. Si tratta di farmaci piuttosto potenti dagli effetti collaterali anche gravi. Sono, infatti, delle sostanze chimiche che intervengono direttamente sui processi cerebrali dell’umore, nello specifico sui meccanismi di produzione della serotonina – il neurotrasmettitore del buon umore – e per normalizzare il funzionamento di amigdala, ippocampo e corteccia prefrontale.

Per questo motivo, gli psicofarmaci rappresentano una strada terapeutica nelle situazioni cliniche più gravi e quando emerge un comprovato deficit nei meccanismi cerebrali.

 

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